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Castello della Sala (Marchesi Antinori)

Panoramica:

ll Castello della Sala sorge su un promontorio tufaceo dell’Appennino umbro (a 534 metri s.l.m.), a poca distanza dal confine con la Toscana e a circa 18 chilometri dalla storica città di Orvieto. E’ bella fortezza medievale, circondata da antiche cittadine etrusche collinari, a metà strada tra il fiume Paglia e la vetta del Monte Nibbio.

La tenuta si estende su una superficie totale di 500 ettari, di cui 140 ettari a vigna, piantati a 200 – 450 metri sul livello del mare, su un suolo argilloso e ricco di fossili del Pliocene di origine sedimentaria e vulcanica. Circa 8 ettari sono ricoperti da ulivi per la produzione, ad uso domestico, di olio extravergine di oliva.
La storia:

1350
Il Castello della Sala venne costruito nel 1350 per Angelo Monaldeschi della Vipera, la cui famiglia era giunta in Italia al seguito di Carlo Magno nel IX secolo. Dal 1300 i membri della famiglia si osteggiarono per il controllo di Orvieto, e le lotte per la supremazia divennero così intense che nel 1337 Angelo ed i suoi tre fratelli crearono ognununo un clan feudale, adottando differenti nomi: il maggiore si chiamò della Cervara, un altro del Cane ed il terzo dell’Aquila; ed Angelo, che probabilmente era il più bellicoso, della Vipera.
1437
Gentile, nipote di Angelo Monaldeschi della Vipera, fu il primo a chiamarsi “della Sala”. Nel 1437 divenne dittatore di Orvieto per dieci anni e fu sempre in lotta con i della Cervara. Nel 1480, la famiglia, finalmente, raggiunse una tregua quando il figlio di Gentile, Pietro Antonio Monaldeschi della Vipera della Sala sposò sua cugina Giovanna Monaldeschi della Cervara.
1480
La coppia visse nel Castello fino al 1518, fin quando Pietro Antonio morì e Giovanna diede la proprietà all’Opera del Duomo di Orvieto, l’istituto di carità diretto dalla cattedrale. Il castello rimase nelle mani dell’Opera fino all’unificazione d’Italia nel 1861, quando lo stato si appropriò di tutte le proprietà ecclesiastiche. Passò attraverso parecchi proprietari, con poca manutenzione e riparazioni, fino al suo acquisto nel 1940 da parte del Marchese Niccolò Antinori.
1518
Il Marchese Niccolò (padre dell’attuale presidente Piero Antinori) quando decise di produrre anche vini bianchi, volse la sua attenzione all’Umbria, dove acquistò il Castello della Sala con le sue 29 fattorie e 483 ettari di campi e boschi. Antinori migliorò il terreno che allora includeva 52 ettari di uliveti e vigneti e restaurò il castello del XIV secolo rimettendo a nuovo una sala da ricevimento e alcune stanze.

E’ la primavera del 1979 quando al Castello della Sala arriva Renzo Cotarella, un giovane agronomo che in meno di dieci anni realizzerà i vini simbolo della tenuta. Al castello si comincia subito a lavorare a un ambizioso progetto di riqualificazione varietale, mirato ad ottenere vini bianchi dotati di maggiore personalità rispetto a quelli prodotti nell’area dell’Orvieto Classico. Si sperimenta lo Chardonnay e si approfondiscono le conoscenze sull’interessante Grechetto. La ricerca di un grande vino che si affermi per carattere e personalità diviene quasi un’ossessione. Dopo una serie di annate deludenti è la vendemmia del 1985 a regalare il primo vero Cervaro della Sala: in assoluto uno dei vini italiani più conosciuti e apprezzati al mondo.

I vigneti:
I vigneti del Castello della Sala erano, in origine, piantati con varietà miste di uve tradizionali, principalmente Procanico e Grechetto che tutt’ora vengono coltivati nella tenuta, valorizzando queste varietà autoctone nel loro terroir di elezione. Il Procanico è il clone di Trebbiano umbro coltivato intorno ad Orvieto da tempo immemorabile.

Differisce notevolmente dal Trebbiano toscano in quanto la vite è meno produttiva, i grappoli meno compatti, e la buccia è giallo-rosata invece che verde. Il Grechetto è una varietà umbra dalla

caratteristica buccia grossa, color giallo scuro, molto acida, a bassa resa e notevolmente tannica che produce vini pastosi dal bouquet speziato, erboso, di fieno appena tagliato, di buona struttura, buon potenziale d’invecchiamento ed eleganza. Varietà di uve non tradizionali comprendono vari cloni di Chardonnay – 60 ettari piantati tra 230 e 340 metri s.l.m. – 20 ettari a Sauvignon Blanc, 4 ettari a Pinot Nero, tra 340 e 460 metri s.l.m. Al Castello della Sala si trovano anche due piccoli appezzamenti di Semillon e Traminer.

Le cantine:
Il Castello della Sala, pietra miliare del medioevo umbro, al tempo stesso è una tenuta innovativa: antico e contemporaneo qui convivono in nome della qualità. L’affinamento si svolge in barrique di rovere francese nelle cantine medievali 30 metri sotto il Castello che risale al XIV secolo dove il tempo sembra essersi fermato mentre nelle vigne la sperimentazione è continua.

Nel 1985, viene creata una cantina di vinificazione all’avanguardia, dove particolare attenzione è posta al controllo della temperatura per mantenere la freschezza di aromi e di profumi delle uve, fondamentale per i vini del Castello. Alla continua ricerca di margini qualitativi sempre più alti e sottili, dopo venti anni dall’uscita della prima annata di Cervaro, nel 2005 è iniziata la costruzione di una nuova cantina.

L’analisi e la progettazione della cantina sono state realizzate in funzione delle esigenze produttive della nostra struttura agronomica ed enologica con l’obiettivo di porre soluzioni architettoniche e tecnologiche innovative al servizio della produzione e della qualità dei vini del Castello e del suo territorio unico. A questo proposito è stata posta grande attenzione all’ inserimento della struttura, in parte ipogea, in un contesto ambientale e paesaggistico di grande bellezza e da preservare.

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