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“LA PALERNA” FIRMA LA RINASCITA DELLA TRADIZIONE ENOLOGICA DI QUALITA’ NELL’ALTA VAL TIBERTINA

Incastonata sul confine fra Umbria e Toscana, l’azienda agraria “La Palerna” si estende su 90 ettari, di cui 5 di vigne piantate nel 2002, tutti rossi: all’inizio erano vitigni internazionali, poi è stato impiantato il Sangiovese.

La realtà vinicola di Luigi Merendelli e sua moglie Paola sorge in un territorio bellissimo, ricco di arte e di bellezza, ma anche carico di tradizione enologica per la quale l’alta Val Tibertina era in passato molto famosa: il suo vino era ben apprezzato dai romani, come testimoniano le lettere di Plinio Il Giovane, suo grande estimatore.

L’ambiziosa sfida che lanciano i due proprietari ha come slogan “Solo Grandi Vini”, proprio ad indicare non solo la volontà di realizzare vini eccellenti, ma di produrre anche il più nobile di questi, nonché il più difficile: il Pinot nero.

Oggi questo vino, insieme ad altre splendide etichette, è una grande realtà.

Merito dell’esposizione delle vigne che, trovandosi in una zona alta e fresca ma molto soleggiata (a un’altezza che va da 550 a 600 metri), godono di una posizione ottimale: lo sbalzo termico infatti permette loro di far crescere uve molto aromatiche.

L’intero processo di viticoltura poi si distingue per cura e attenzione: dalla vendemmia manuale che avviene in maniera minuziosa con tavolo di scelta alla vinificazione, seguita in ogni passo per permettere un’estrazione selettiva dei polifenoli.

 

 “… L’aspetto della regione è piacevolissimo, immagina: un anfiteatro immenso, quale soltanto la natura può creare. Lungo le pendici delle montagne i boschi cedui digradano dolcemente fra colli ubertosi e ricchissimi di humus, i quali possono gareggiare in fertilità coi campi posti in pianura (non è infatti facile trovarvi della roccia nemmeno a cercarla) …in basso l’aspetto del paesaggio è reso più uniforme dai vasti vigneti che da ogni lato orlano le colline, e i cui limiti, perdendosi in lontananza, lasciano intravedere graziosi boschetti. I prati, pingui e ricchi di fiori, producono trifoglio e altre erbe sempre molli e tenere, come se fossero appena spuntate, giacché tutti i campi sono irrorati da ruscelli perenni. …io (preferisco) la mia villa di Toscana a quelle di Tuscolo, Tivoli e Preneste… che gli dèi conservino per l’avvenire a me questa soddisfazione, al luogo una tal fama.” (Plinio Il Giovane, Lettera a Domizio Apollinare – Libro V, epist. 6)

 

Castello-di-Solfagnano,-Palerna,-L-Gallagher,-Assisi,-L-Tras-127

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